sabato 27 agosto 2016

Terremoti e corruzione


Ognuno ha il cervello che funziona in un certo modo. Poi però, per evenienze varie, ci si trova a dover pensare contro natura. Per esempio io amo molto l'induzione, ma il mio lavoro preferisce la deduzione. Però sento spesso il richiamo della mia natura, e in questo modo mi spiego un libro che scrissi anni fa, e anche forse la mia fissazione quasi bi-decennale con la questione del plagio all'Università di Bologna. E' che ogni tanto mi imbatto in un Aleph di Borges: oggetti piccoli, ma se ci guardi dentro con attenzione ci vedi tante cose. E un Aleph è intrinsecamente induttivo.

La settimana scorsa c'è stato un altro brutto terremoto e sono morti in tanti. E' ripartito il dibattito al quale non conviene partecipare. Perché nel momento in cui il dibattito su cosa si debba fare per i terremoti si ha ritualmente dopo i medesimi, che sono all'incirca periodici in Italia, già vuol dire che è meglio tacere, perchè noi non religiosi ai riti al massimo partecipiamo in silenzio. Somiglia a quando l'Università di Bologna si interroga sul plagio, per raccontarsi che in futuro le cose cambieranno. Ed è in questi momenti in cui, per non morire di noia, pratico l'induzione con particolare gusto.

Altrimenti, sul tema "terremoti e corruzione", due sono i lavori da citare: questo, e questo. Sintesi: la corruzione rende i terremoti più mortali. Ci si poteva arrivare anche con un approccio induttivo, si dirà, e ci si interroga allora sul significato retorico di questi studi: se i dati "urlano", confermi quel che all'incirca già ti potevi attedere; ma d'altra parte, non rifiutare l'ipotesi nulla non implica la sua veridicità - ovvero: se non risulta che A causa B, può essere che sia perché i dati non sono abbastanza informativi: la teoria classica della verifica di ipotesi privilegia sistematicamente l'ipotesi nulla.

E anche per questo, per le ataviche colpe della teoria delle ipotesi, per la mia natura cerebro-induttiva, e forse anche perché è quasi notte, mi interessa il sistema di impunità che è in funzione presso l'Università di Bologna. Mi pare che esso parli anche dei morti eccessivi (forse, vedremo) del terremoto della settimana scorsa. E comunque, è un Aleph che mi son trovato qui, come dire, in cantina: come non approfittarne?

Nessun commento:

Posta un commento