domenica 20 maggio 2018

Lezione a Ca' Foscari



Venerdì ho tenuto una lezione all'università Ca' Foscari. Lo dico per due motivi. Primo, perché l'ho preparata con cura e ho anche scritto il testo e l'ho pubblicato:

Plagio, falsificazione e invenzione dei risultati.
L’etica della ricerca, le fondamenta del nostro lavoro
.

Secondo (anzi, primo) perché è stata una cosa molto glamour, essendo in uno dei posti più belli di Venezia, e quindi, del mondo.

giovedì 17 maggio 2018

Le fondamenta

A proposito dell'aereo della Malaysia Airlines (volo MH370), che qualche hanno fa scomparve misteriosamente. Un gruppo di esperti è arrivato alla conclusione che si sarebbe trattato di un suicidio-omicidio da parte del pilota. Indizio principale, alcune virate nei pressi della sua città natale: plausibile, ma non una prova.

Riferendo l'esito dei lavori di tale commissione, correttamente titola Il Post: "La teoria più plausibile sull’incidente al volo MH370".

E titola La Stampa: "Dopo 4 anni risolto il giallo dell’aereo: il volo della Malaysia fu fatto cadere".

Uno dei compiti della scuola è di insegnare a scrivere, che significa, a ragionare. Non distinguere tra un'ipotesi, magari convincente, e una prova, significa non sapere né scrivere, né ragionare.

"La Stampa" è uno dei principali quotidiani italiani. E' difficile avere un dibattito pubblico informato in presenza di una tale sciatteria di pensiero, prima ancora che di scrittura. Si dovrebbe tornare a un dibattito in qualche modo "costituente", su quel "fare gli italiani" risorgimentale. Altrimenti, è tentare di costruire sulla sabbia.

domenica 13 maggio 2018

A counter-tourist

Mi aveva catturato questo commento: "Geoff Dyer is a counter-tourist. He visits well-known haunts -- Paris, Bali, New Orleans, Miami -- without seeing a sight or snapping a picture. He takes trips everywhere: on acid in Rome, on mushrooms in Amsterdam. At times, he subverts the whole enterprise of travel by remaining immobile." The Art of Loiterlogue, di Tony Horwitz, The New York Times, 12 gennaio 2003.

E così ho comprato, e quasi terminato di leggere, il suo "Yoga for the people who can't be bothered to do it".

Intuivo che avrebbe contribuito alle mie teorie sul Megaturismo, o che almeno avrebbe assecondato le mie inclinazioni in merito. Così è stato.

E comunque a quel libro di Dyer ero arrivato leggendo del suo ultimo, qui raccontato: "Geoff Dyer Takes to the Streets With Garry Winogrand" (di Jennifer Szalai, The New York Times, 28 marzo 2018). E così, da una meta si saltella verso un'altra, proprio come si fa nel Megaturismo, del resto: le mappe si possono sempre sovrapporre.

venerdì 11 maggio 2018

Esotismo low-cost

Qualche giorno fa



Ristorante uiguro durante sosta per cambio Flixbus a Monaco di Baviera. Mitteleuropa per le masse, esotismo low-cost.

Oggi



Ristorante "Asmara", Roma. Injera, e birra San Giorgio etiope. L'Africa in giardino, ma essenziale: né oleandro, né baobab.

venerdì 27 aprile 2018

Governativo



Non so di altre compagnie aeree, oltre all'Aeroflot, che oltre ad annunciare che è proibito fumare, aggiungono che è anche proibito consumare alcolici portati da casa.

Ieri sera sul volo Mosca-Bologna, dall'altra parte del corridoio, c'era un signore molto russo con una pancia enorme. Subito ha tirato fuori la sua bottiglia di vodka e ne ha offerta alla coppia seduta al suo fianco, che ha declinato. Un po' come si fa nei lunghi tragitti in treno.

Nalla foto, mentre leggo la molto ufficiale Rossiyskaya Gazeta: amo essere governativo, ogni volta che se ne presenta l'occasione.

(In altro a sinistra, intervista a Sergiei Rudskoi: "Armi chimiche in Siria non ve n'erano in nessuno dei tra luoghi bombardati")

domenica 22 aprile 2018

I quartieri settentrionali



Solo ex-post ho individuato le quattro cause che spiegano la trasformazione, oggi, della ricognizione di alcuni quartieri settentrionali, in una marcia di 40,7 chilometri che è durata nove ore e dodici minuti.

Sono tutte cause in negativo: dicono non di fattori presenti, ma assenti. Qualcosa che manca, come un buco, involontariamente afferma la presenza contraria, di quel che sta oltre all'orlo del vuoto. E così tra quel che manca e il suo opposto si stabilisce una relazione complessa e ambigua, che oggi mi ha tenuto compagnia. Soprattutto oltre il trentesimo chilometro.

Prima causa: mancanza di tempo. Tra pochi giorni tornerò in Italia e volevo ancora seguire le tracce del libro sull'architettura d'avanguardia a Leningrado, che già mi ha accompagnato nel quartiere Kirovski. Siccome non avevo tempo, oggi ho dovuto utilizzare molto tempo, muovendomi per diversi quartieri.

Quartiere Pietrogradski



Questo è il Palazzo della cultura intitolato al Soviet di Leningrado, terminato nel '38. La torre doveva essere alta più del doppio, e non so perché si siano fermati prima, mortificando il progetto.



Terminato nel '35, in questo palazzo abitavano membri della nomenklatura.



A due passi si trova, del '31, l'edificio dell'amministrazione della fabbrica "Poligrafmash".

Quartiere del fiume Chernaya



Nel 2003 abitai per due settimane in questo quartiere. Non c'era molto dialogo con la signora che mi ospitava, temo non soltanto perché conoscevo pochissimo il russo. In quell'occasione non andai nel triangolo di parco dove avvenne il duello che portò alla morte Pushkin. Da una parte, è chiuso dalla ferrovia, e dalle altre due, da strade trafficate. Qualche giorno fa ho confessato a due professoresse di non aver letto l'Evgenii Onegin di Pushkin e mi hanno guardato malissimo. E' che Pushkin è davvero imprescindibile.

Mercato dell'Udelnaya.



Seconda causa: Claudio era assente. Altrimenti ci sarebbe andato lui al mercato dell'Udelnaya, che è il punto più a nord del percorso. Così è toccato a me comprare il busto di Lenin che mi aveva chiesto per Alessandro.



Ho preso un bel busto. Prodotto dall Ленинградский фарфоровый завод имени М. В. Ломоносова ("Fabbrica di porcellana di Leningrado intitolata a Lomonosov"), che era come si chiamava in epoca sovietica la Fabbrica imperiale di porcellane. Me l'ha spiegato chi me l'ha venduta, un tipo simpatico. E mi ha anche fatto vedere il marchio sotto il busto, e comunque io mi fido di tutti.

Quartiere Vyborskaya Storona

E' un quartiere industriale. Iniziamo con un bel tubo.



E' il centro commerciale "Klondaik" (quello di Paperon de' Paperoni), con davanti un bel tubo del teleriscaldamento. La Russia a volte è così. Non so che cosa avrebbe da dire su un tale quadretto un Robert Venturi (il cantore dell'architettura di Las Vegas).



Non rende troppo la foto, ma i "bagni tondi", terminati del 1930, sono un edificio notevolissimo.



Questa bella scuola è del '31.



La fabbrica di cucine, del 1930.



Di questo mosaico non so nulla, ma mi piace.



Son passato alla Stazione di Finlandia. Il treno col quale nell'aprile del 1917 arrivò Lenin lo han messo sotto teca. Per vederlo ho chiesto a un poliziotto molto annoiato, che mi ha accompagnato oltre ai varchi di controllo.



Davanti alla stazione c'è quella che si può considerare la madre di tutte le statue di Lenin. Con una mano si tiene il cappotto, e con l'altra indica il negozio dove l'ha comprato. Questo si diceva, scherzosamente.

E a proposito, oggi è il compleanno di Lenin. E ieri era il sabato del lavoro volontario, che deriva dalla tradizione dei "sabati di Lenin" ("субботник") in cui il popolo lavorava gratis. Ora è rimasto un giorno solo, prossimo al suo compleanno.



E' un particolare di un quadro di tale В. С. Ivanov. E' molto famoso e mostra Lenin che fatica, in un sabato dei suoi.

E parlando d'arte (in russo: Искусство), valga la seguente.



Mancano due cause.

Terza causa. Non ho la piscina per nuotare, non ho i colli di Bologna per correre. Per questo, nelle settimane che ho trascorso qua a San Pietroburgo, ho dovuto camminare molto per compensare.

Quarta causa. Il motivo principale per cui son qua si iscrive in un ragionamento sull'assenza di informazioni quantitative. Sul fatto che la loro mancanza è interessante e informa tanto quanto la presenza, anche se ovviamente in modo diverso. E sul fatto che presenza e assenza rimandano l'una all'altra in modo complesso. Sono pensieri che possono apparire esoterici e forse lo sono. Per cui, per mantenere i piedi per terra, almeno qualcosa devo riuscire a contare. E oggi è andata bene: quaranta chilometri virgola sette. E' stata una giornata concreta, alla fine avrei anche continuato a camminare, ma francamente non sapevo più dove andare, e ho pensato che se avessi ripetuto due volte lo stesso giro avrei dato adito a malintesi. Ho poi visto tante cose belle, e una era dichiaratamente artistica.

mercoledì 18 aprile 2018

Student-P



La mattina del 29 marzo scorso camminavo per Bruxelles in attesa di andare in aeroporto. C'era un sole primaverile ed ero nei pressi della Borsa, che a sua volta è a due passi da La Becasse, una birreria d'affezione. Mi trovavo proprio lì, tra la Borsa e la birreria, quando ho capito chi sono io. Così, d'amblé.

Non mi sono mai sentito molto professore, vuoi per via della sindrome dell'impostore, vuoi perché coi colleghi discrepo. A tanti di loro preferisco il camionista tataro che negli ultimi giorni ha diviso con me un appartamento quasi in riva alla Neva. E non ho mai problematizzato troppo la questione, ma a Bruxelles il 29 marzo, tra la Borsa e la birreria, ho capito che non sono un professore, ma uno studente.

Anzi, sono "Student-P": lo Studente Picci. Come William Gosset, che firmò la distribuzione statistica che aveva inventato "Student-t", perché per contratto col suo datore di lavoro non poteva attribuirsi le proprie scoperte. Gosset lavorava per la Guinness, e in questa storia la birra è trait d'union.

Il Prof. Aleksandr Viktorovich ha consegnato il test corretto. Il mio nome, in cirillico - лучио пиччи - con a fianco un voto generoso. Un accoppiamento - nome e voto - che dimostra la mia trovata identità. Aleksandr Viktorovich ha anche notificato che ormai siamo passati al livello C1, dal B2-3 diprima, e lì ho capito che la sindrome dell'impostore puoi averla anche in quanto studente.

Daniel, il camionista, è sposato e ha due figli. Mi ha spiegato che i tatari degli Urali, come lui, sono un'altra cosa rispetto ai tatari della Crimea. Ha portato allegria al frigorifero, comprando birra e vodka. L'altra sera per non essere scortese la vodka l'ho assaggiata; lui invece l'ha bevuta. Questa mattina ci siamo salutati, e col suo camioncino, che era parcheggiato qui sotto, è partito per la sua città di Miacc, 2500 km da qui. Nel frigorifero è rimasta solo una birra, quella che comprai io un paio di settimane fa e che non ho ancora bevuto. Con lei vicina, forse nei giorni a venire avrò altre risposte, che qua le domande in sospeso sono ancora tante.

lunedì 16 aprile 2018

электрон



Non capisco nulla di calcio, ma intuisco che giocare per una squadra che si chiama электрон deve essere una gran bella cosa.

domenica 15 aprile 2018

Novgorod, soprattutto, fuori Novgorod



L'ho visto il Cremlino di Novgorod, ieri e oggi. Ci sono arrivato in autobus. Ci vogliono tre ore, perché da San Pietroburgo sono duecento chilometri.



Ho visto la cattedrale della santa Sofia, che per certuni è la più importante di tutta la Russia.



Ho osservato tante chiese coi loro dettagli. E ho pensato che stavo camminando negli stessi luoghi dei grandi pittori di icone e delle battaglie di Alexander Nievskii.


Ma soprattutto, sono stato fuori Novgorod.

Mi sono incamminato verso sud, lungo il fiume Volkov verso il lago Ilmen. Sono arrivato sino a un piccolo isolotto che si chiama Perhinski Skit.

E' il punto più in basso della mappa.



Ho camminato molto - cinquanta chilometri in due giorni - perlopiù in mezzo alla campagna, al sole, e da solo.



La laguna era ancora ghiacciata. In lontananza si vede il convento di San Giorgio.



Superato quello, c'è ancora un pò di strada per arrivare a Perhinski Skit, che è collegato alla riva da una breve strada. Era luogo di riti pagani e ora vi sorgono un paio di chiese.



Si trova allo sbocco del fiume sul grande lago Ilmen. E' un luogo molto bello. I pagani sapevano scegliere benissimo i loro luoghi sacri. Noi, che cosa sapremmo scegliere.

Non è detto che a cercare le periferie, ad andare fuori insomma, si facciano delle belle scoperte. Ma io qualcosa di bello lo trovo sempre.



Per esempio, lungo un sentiero infangato ho trovato due chiese che mi hanno commosso.



Ci ho girato intorno, cercando di non infangarmi troppo, e un po' mi sono fermato, in piedi su un campo dove avevano bruciato le sterpaglie.

Camminando a Novgorod - ma soprattutto, fuori Novgorod - ho trascorso due giorni in cui non è successo nulla, e al tempo stesso, mi pare che sia accaduto tanto. In parte è una questione di udito: a camminare in campagna ci sono pochi rumori e così si può decidere che cosa ascoltare, e quale importanza dare a quel che si ascolta. Questo lo dico ora, ma in realtà quando cammino sono molto distratto. Questa storia dell'udito forse non sta in piedi, per cui, forse le spiegazioni sono altre, e mi sfuggono.

domenica 8 aprile 2018

Quartiere Kirovski - кировский район



Nel '25 costruirono queste case per operai. Qua si costruirono i primi trattori dell'Unione Sovietica, così la strada si chiama tutt'ora Traktornaja Ulitza.



Le case non avevano bagno privato, e nel '28 si innalzarono i bagni "Gigant". Purtroppo in rovina; sull'edificio da qualche parte si legge un cartello "in vendita". E la scritta "феминизм или смерть" - femminismo o morte. Sono d'accordo.



Il quartiere Kirovski si trova a sud-est di San Pietroburgo. Fu sviluppato nella seconda parte degli anni '20 come quartiere industriale e l'ho visitato ieri. Era in periferia, ora è in città: da casa a piedi - mi trovo nella centrale "riva inglese" - sono circa sette chilometri. Questa è la mappa con segnati gli edifici che ho visto.

Oltre all'enorme "banja" qui sopra, costruirono un insieme coerente di servizi per i lavoratori.



La "casa della cultura", dai grandi volumi dal tono severo, è intitolata a Gorki ed è del '28.



A fianco, un paio d'anno dopo si costruì la scuola tecnica, che mi piace molto.



Di fronte, si trovano i magazzini generali ("univermag") e la fabbrica di cucine. La foto è in controluce e non rende, ma è un corpo molto interessante. E' del '29.



Poco distante si trova l'ospedale, che è ancora in funzione come tale.



Poco più a sud, lungo l'ampia "prospettiva Stachek", vi è l'edificio del soviet locale.



Le scuole intitolate al "decimo anniversario della rivoluzione d'ottobre" si trovano all'altezza della Traktornaja", dall'altro lato della prospettiva Stachek. Sono del '25.



Per la strada verso il quartiere Kirovski ho incontrato questo enorme tubo, credo del telerescaldamento. Malgrado loro, i grandi tubi sono un elemento di arredamento urbano delle città russe, a partire dalle prime periferie verso l'esterno. La Russia è uno dei luoghi coi quali ho un rapporto personale particolare, e a questi enormi tubi sono quasi affezionato. Quasi.



"Architettura dell'avanguardia a Leningrado", di Kirikov e Stieglitz: questa è stata la mia guida (la mappa in alto è tratta da questo libro). La foto della copertina mostra meglio l'edificio dell'"univermag" che ho fotografato anch'io.

Ho comprato questo libro nella libreria che appartiene a Garage, il centro d'arte che si trova a Gorki Park a Mosca e che visitai l'ultima volta che vi andai. La libreria `al secondo piano della Butilka, l'ex-carcere di "Nuova Olanda", antico luogo rinnovato e interessante a due passi da casa mia, qui a San Pietroburgo. Merita un racconto, ma un'altra volta.

martedì 3 aprile 2018

Trolling the trollers



Non ho un motivo vero per farlo, a parte il solito pungolo situazionista, che è poi il mio motore principale. Trolling the Trollers: visitare le sedi note della "troll factory" russa, ovvero la Агентство интернет-исследований. Dalla sede in Ulitza Savushkina, sino a quella che credo sia attuale, in Ulitza Optikov, son due chilometri e mezzo. A metà strada c'è la stazione della metropolitana di Staraia Derevnia. Easy.

Facciamo finta che l'abbia già fatto. Oppure, facciamo finta che non lo farò.

Ieri sono arrivato a Leningrado. Oggi ho imparato a dire "spremiagrumi" - соковыжималка. Molto importante. Un pò come andare a trollare le fabbriche dei troll.

lunedì 26 marzo 2018

Leninismo da colletti bianchi



Oggi ho presieduto una commissione di laurea all'Università di Bologna. Ne abbiamo laureati dodici.

Domani dovremo rieleggere il Senato accademico. Ci sono 27 candidati per 25 posti. Candidature organizzate dall'alto: così inizia la lettera sfacciata di una direttrice di dipartimento per chiedere di votare bene (molto difficile non farlo!): "In accordo con tutti gli altri direttori dell’area, per l’area 5 sono state espresse la candidatura [...]"

E' leninismo da colletti bianchi. O se preferite, è una concezione patrimoniale della cosa pubblica: l'università è nostra. Ma il leninismo, tra colletti bianchi, forse può essere solo patrimoniale.

Questa mattina dovevo scegliere una t-shirt da mettere sotto la toga, e ho optato per quella che comprai anni fa in un banchetto di non so quale collettivo studentesco. Alma Riot Studiorum, A.D. 1977. Mi è parsa l'unica scelta coerente con l'essere io un moderato, purtroppo circondato da una banda di pericolosi estremisti.

Congratulazioni ai neolaureati, e che il Paese vi sia lieve.

mercoledì 21 marzo 2018

L'Italia migliore



Oggi sono a Foggia per la manifestazione di Libera contro le mafie.

Finalmente ho conosciuto don Luigi Ciotti. Nella foto in alto c'è anche Gian Carlo Caselli, e poi altri. Eravamo all'istituto alberghiero dove ci hanno preparato il pranzo.

Ero invitato per un incontro del pomeriggio, dedicato alla corruzione negli appalti. Oramai non parlo più di corruzione, ma solo d'altro (fa parte dell'approccio Zen). Così ho sostenuto che è necessario "liberare i dati", e che però ci vuole non solo trasparenza, ma anche leggibilità. Ah, poi me la son presa col Garante della Privacy, come sempre.



L'incontro ha avuto luogo presso l'Istituto Tecnico Industriale "Saverio Altamura". La preside è stata gentilissima e mi ha fatto visitare il laboratori e la biblioteca. E' un edificio pieno di storia. Purtroppo non siamo riusciti a scoprire chi sia stato l'architetto dell'estensione razionalista, che ha una facciata dalle linee molto pulite ed eleganti.

Oggi a Foggia c'erano forse 40 mila persone in corteo, e tante altre nelle piazze in giro per Italia e anche all'estero. E' l'Italia migliore, e davvero ringrazio per l'invito.

giovedì 15 marzo 2018

Mappa di Bologna



Io, che ho sempre amato le mappe, anzi, che sono sempre stato ossessionato dalle mappe.

Io che ho sempre ammirato le mappe mentali: di Kevin Lynch, di Stanley Milgram, e di Saul Steinberg.

Io, non avevo mai tracciato una mappa mentale di Bologna. Sino ad ora. Che poi non è una mappa mentale, è quel che è.

martedì 13 marzo 2018

La via della seta come punto di vista



Ho terminato di leggere Empires of the Silk Road di Christopher Beckwith - ne avevo già detto, ma ci torno sopra.

L'operazione è abbastanza ovvia: cambia il punto di vista. Non guarda la Via della seta dall'Europa, o dalla Cina, ma guarda noi a partire da , dal centro dell'Asia. E così i romani, i cinesi, e i persiani, erano gli imperi periferici. Periferici ed aggressivi verso quei popoli che, principalmente, volevano commerciare. E che alla fine, in buona sostanza, abbiamo circa massacrato.

La storia si perde un pò tra cento battaglie e fatti che confondano e a volte annoiano. Ma è un bel libro, anche solamente per il cambio di visuale che offre. C'è sempre bisogno di qualcuno che ti prenda su di peso e ti faccia vedere le cose da lontano, che so io, da Samarkanda o da Buchara. Dove non son mai stato, se non recentemente ma per finta, leggendo un libro.