lunedì 22 maggio 2017

Un'intervista che trasuda eleganza

Ibc, il contrappasso di Flavio Delbono «La mia accusatrice indagata», Il Corriere di Bologna, 22 maggio 2017.

Sono orgoglioso di essere un outsider, nel mio luogo di lavoro. O per meglio dire: son loro che son molto fuori.

Produzione di missile



Oggi il "Corriere" l'han fatto scrivere a Google Translator.

venerdì 19 maggio 2017

I cazziatoni della naia



A me l'Accademia della Crusca piace assai.

[...] le caserme, come osserva Marco Biffi, autore dell’articolo sul linguaggio militare nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani, sono state anche un veicolo di diffusione di termini d’uso regionale nell’italiano comune:

"Il gergo di caserma (o meglio un gergo di caserma, in parte nazionale e in parte caratterizzato localmente) è stato infatti condiviso dalla quasi totalità della popolazione maschile dal 1861 al 1° gennaio 2005; la gergalità, variamente assorbita nel periodo di ferma, è stata quindi in parte esportata anche nella lingua comune, con una sedimentazione in diacronia che copre tutti i 144 anni di leva obbligatoria (o naia, appunto, come si dice a partire da un uso gergale diffuso tra gli alpini e poi divenuto popolare dopo la prima guerra mondiale).Gli esempi di parole di caserma entrate nella lingua comune sono numerosi, con connotazioni locali evidenti soprattutto tra Ottocento e inizi del Novecento, quando era marcata la prevalenza di ufficiali piemontesi e napoletani provenienti dai principali eserciti preunitari: sono, ad es., piemontesismi battere la fiacca, cicchetto,marcare visita,piantare una grana, ramazzare, mentre più rari sono i napoletanismi, come arrangiarsi o fesso; ma varie sono anche le formazioni gergali con materiale linguistico italiano: mettere la firma, lavativo, pignolo, scalcinato, sfottere."


È giusto cazziare qualcuno?, a cura di Antonio Vinciguerra, Redazione Consulenza Linguistica, Accademia della Crusca. 17 maggio 2017.

martedì 16 maggio 2017

Omicidi

Da tempo vorrei dare una buona occhiata ai dati sugli omicidi. Qui trovo un bel riassunto a livello mondiale.

Homicides, di Max Roser.

I dati italiani più recenti, se non sbaglio, mostrerebbero in media una riduzione progressiva dell'incidenza degli omicidi, con una convergenza tra sud (dove tutt'ora sono più frequenti, ma con un miglioramento più marcato) ed il nord.

Da questo punto di vista, viviamo in uno dei paesi più sicuri del mondo. Altra questione sono gli "omicidi" da incidente stradale. Con calcolo approssimato (fatto ora, letteralmente, sul retro di una busta), in Italia ci sarebbero sette ammazzati sulle strade per ogni omicidio. Ma devo controllare meglio.

PS. 17 maggio: Sulla tendenza degli omicidi in Italia, vedo ora, appena uscito: L’inarrestabile declino degli omicidi, di Marzio Barbagli e Alessandra Minello, La Voce.info.




domenica 7 maggio 2017

Respondeat superior

"Most histories of American corporate criminal liability start there - the Industrial Revolution, the rise of the regulatory state, and the Supreme Court’s
landmark 1909 decision in New York Central & Hudson River Railroad v. United States. In New York Central, the Court upheld the constitutionality of the
Elkins Act, a federal statute regulating railway rates that imposed criminal liability on corporations that violated the statute’s mandates. In sweeping
language, the Court rejected the corporation’s contention that, as an entity, it could not commit a crime, finding Congress had expansive power to regulate
interstate commerce that included the authority to impose criminal sanctions.

The Court was untroubled by the legal fiction that an entity could neither take criminal action nor possess criminal intent. Instead, the Court adopted the civil
law doctrine of respondeat superior, holding that a corporation could constitutionally be convicted of a crime when one of its agents had committed a criminal act (1) within the scope of his or her employment, and (2) for the benefit of the corporation. That standard remains good law to this day." (*)

Più ci penso, e più mi convinco che nella prossima vita sarò un giurista. Anche.

(*) Diskant, Edward B. "Comparative corporate criminal liability: Exploring the uniquely American doctrine through comparative criminal procedure." The Yale Law Journal (2008): 126-176.

Pass Island



L'altro giorno sono tornato dalle Filippine. Ho trascorso alcuni giorni a Manila, dove tra l'altro ho parlato di corruzione internazionale all'Asian Development Bank, e all'University of the Philippines Diliman.

Qui sotto ci sono io all'Asian Development Bank.



Nel tempo libero a disposizione ho esplorato un po' Manila.

In apertura, la foto di un autista di Jeepney che si riposa. Le Jeepney nacquero originariamente modificando le Jeep che i soldati americani portarono al termine della seconda guerra mondiale. Sono molto interessanti, sotto più punti di vista.

Qui sotto, la "triade" del trasporto a Manila: Jeepney, strada, e ferrovia sopraelevata. Manila è una costellazione di centri urbani - uno sprawl per certi versi paragonabile a Los Angeles o a San Diego. Ha 12 milioni di abitanti ed è estremamente congestionata. A differenza per esempio di Bangkok, non ha una metropolitana.



L'altro giorno ho visitato Quiapo. C'è una chiesa molto famosa, dove una volta all'anno si recano masse enormi per venerare il "Cristo nazareno nero". Nelle stradine limitrofe si trova un mercato dove si vende pesce seccato e tanto altro - pare anche sostanze che procurano l'aborto. Ho scattato qualche foto.







Manila, molto caotica, è un interessante luogo "totale". Ma è anche stancante: approfittando del ponte lungo, sono andato al mare, nell'isola di Coron. (*)

Per la prima volta nella mia vita ho "circumnuotato" un'isola. Si chiama Pass Island, pare perché era il punto di passaggio delle imbarcazioni da guerra giapponesi - alcune delle quali, affondate, sono ora luoghi amati dai sommozzatori. Pass Island è molto piccola e il giro si fa rapidamente. Ma è il principio che conta.

Qui sotto, un breve video fatto da un drone che si trova su Internet. Fa capire bene, credo, perché quell'isola mi è parsa perfetta. Ma mi sbaglio: il concetto di "insularità" e di "perfezione" si sposano solo in un'idea di turismo da cartolina, come se i luoghi si trovassero in una teca. Mettiamola così: casualmente mi son trovato a Pass Island. Per abitudine, ho iniziato a nuotare, costeggiandola in senso antiorario, e dopo un po' mi son ritrovato nel punto di partenza. Questa è Pass Island: un'isola che si fa circumnuotare con facilità. Tutto qua.



(*) A scanso di equivoci: a mie spese, e la mia "missione" a Manila costerà al contribuente italiano poche decine di Euro - aereo e albergo a Manila sono stati offerti dall'ospite.

domenica 23 aprile 2017

Lincoln, pensa te



Ho appena appreso quanto segue.

Sei ubriaco ed è notte fonda. Mentre torni a casa, passi davanti a un'automobile e ti accorgi che è aperta. Entri e ti fermi a dormire. La mattina dopo, senza arrecare alcun danno, esci e te ne vai.

Bene: negli Stati Uniti, puoi farlo: il proprietario non ti può denunciare - se non hai arrecato danni, e se non gli hai precluso l'utilizzo del mezzo. E per quest'idea liberale dobbiamo ringraziare Abraham Lincoln, che nel 1843, quando era un giovane e brillante avvocato, difese il caso Johnson v. Weedman. Convinse la Corte Suprema dello Stato dell'Illinois che il suo cliente, cavalcando per 15 miglia un cavallo non suo, non aveva commesso un reato.

Questo concetto si chiama "trespass to chattels". Sto frequentando un corso Coursera di American Common Law e mi sto divertendo molto.

mercoledì 19 aprile 2017

Media sotto la media?



Recentemente ho assistito a quanto segue. A un quotidiano importante è stata resa nota una malefatta di tizio, personalità pubblica di rilievo. Dopo meno di 48 ore, tizio ha cercato di risolvere il problema: qualcuno lo aveva avvertito.

Poi ho assistito a come il Fatto Quotidiano ha trattato le vicende del "presunto" "plagio" della "tesi" della Ministra On. Marianna Madia e dei "consigli alla lettura" dell'On. Prof. Francesco Boccia (è opportuno essere generosi con le virgolette). Qui (Madia) e qui (Boccia).

Tutti e due i Potenti hanno annunciato querele: Querela is the new "lei non sa chi sono io" (credit: Alessandra). E' l'arroganza del potere, ed è uno dei motivi per cui M5S ha successo. Ma passiamo di lato.

Oggi leggo le polemiche sulla trasmissione Report a proposito dei vaccini. Non l'ho vista ma mi fido per esempio dell'opinione assai critica di Roberto Burioni, che tanto tempo fa conobbi in altre più amene vesti.

Viceversa, il Fatto Quotidiano ha realizzato un buon lavoro con i "presunti" "plagi" di Madia e Boccia: conosco molto bene i due casi e la mia è un'opinione informata. Chi ce l'ha con quel quotidiano, con Travaglio e compagnia, avrà le sue buone ragioni. Ma intanto, una notizia con loro è andata sino in fondo: han fatto il loro mestiere. Altri più blasonati, no.

Avremmo bisogno di una stampa libera, forte, in grado di pagarsi gli avvocati per difendersi dalla Querele dei Potenti, e ne abbiamo solo brandelli. E' un grave problema. Quei brandelli di giornalismo critico hanno una responsabilità particolare: essere credibili. Perché là fuori è pieno di gente che solo aspetta un alibi per poterli criticare, e difendere poi qualunque cosa. Anche la fotografia in alto, se necessario e se arriverà il momento per farlo. Perché noi italiani abbiamo il nostro modo per adattarci a tutto.

E infatti qualcuno difende quel che segue:

L'IMT di Lucca ha deciso che il caso del "presunto" "plagio" della "tesi" Madia verrà giudicato da una commissione interna: "la commissione ha ricevuto il mandato di esaminare la sussistenza di elementi di criticità, in particolare con riguardo alla fattispecie di plagio, al fine di consentire al direttore Pietro Pietrini che sarà l'ultimo a decidere, se esistono i presupposti per andare avanti o archiviare la pratica."

Una commissione interna è contraria al buon senso, prima ancora che agli standard internazionali che dovrebbe seguire un'istituzione non dico eccellente, ma anche solo, non indecente. Ma qui di non indecente è rimasto bel poco.






sabato 15 aprile 2017

You Draw It



Questa nuova rubrica del New York Times è affascinante.

All'incirca, avevo indovinato, almeno le tendenze. Se nell'ultimo grafico in fondo alla pagina, che mette insieme le cause di morte, si aggiungessero i morti per terrorismo, si tratterebbe di una linea adagia sull'asse delle ascisse. Con solo una piccola punta in occasione dell'attentato alle torri gemelle.

Correggere le percezioni del pubblico sui rischi di morte sarebbe prioritario anche in Italia. L'ISTAT potrebbe fare una bella "infografica" di questo tipo.

venerdì 14 aprile 2017

Saluti



Poco fa, mentre ero nello spogliatoio della piscina, ho finalmente capito la ragione di una mia grande passione.

Ricordo d'infanzia. Ero seduto sul seggiolino posteriore della bicicletta della mia mamma. Mentre pedalava - l'immagine è molto vivida, eravamo in Via Tramazzo di fronte al campo allora ancora privo di palazzoni - ci viene incontro qualche sconosciuto, che io saluto. Forse mi viene un dubbio, chiedo a mia mamma se si salutano tutti quelli che si incontrano, e lei mi spiega che si salutano solo i conoscenti. Devo aver trovato quell'insegnamento curioso e notevole, se è uno dei pochissimi ricordi che ho di quella remota infanzia.

Nello spogliatoio, mentre mi infilo le scarpe uno sconosciuto se ne va e mi dice "arrivederci". Lo saluto anch'io, mi torna in mente quella scena remota, in Via Tramazzo, e mentre esco dico "buongiorno" a tutti quelli che incontro. Del resto, quelli della cassa credo che già mi conoscano per essere uno che saluta molto.

Via Tramazzo prende il nome dal Colle di Tramazzo, prima montagna, dove senza passar per strambi si salutano anche gli sconosciuti che si incontrano. Per questo sono appassionato di montagna, ho pensato. Ero un bambino un po' strano, e davvero ringrazio di esser riuscito, col tempo, a diventare normale. Anche frequentando luoghi a me adatti, come la montagna.

lunedì 10 aprile 2017

Coda di paglia



Siccome pare che io qui stia sempre a divertirmi, vorrei che risultasse anche il mio impegno professionale. Qui sopra, "as professional as it gets", mentre elargivo il keynote speech in apertura di una conferenza sulla corruzione, in terra straniera.

Sentire il dovere di precisare in tal modo, e con prova fotografica, giustifica il titolo di questo breve ed evitabile intervento: coda di paglia. Qui dentro tutto si giustifica vicendevolmente e tutto si tiene. Chiaro, Michele?

domenica 9 aprile 2017

Praga: non ci vivrei



Dove non giunsero le nostre legioni, infine piantarono la loro bandiera gli italiani.

I romani arrivarono (e per qualche tempo occuparono) l'area attorno a Brno, nella repubblica ceca. Non giunsero mai all'odierna Praga.

La mappa qui sotto (da Wikipedia: Romans in Slovakia) indica la situazione. L'imperatore era Marco Aurelio. La tribù contro la quale combattemmo, i Marcomanni - quella de la scena iniziale del film "The gladiator", per capirci.

Praga: bella, ma non ci vivrei? Non in questi termini. E' che fuori dai confini, per un verso, bad vibes, e poi, mancan le comodità.



venerdì 31 marzo 2017

E Carrero volò


La Spagna più "facha" talvolta offre storie incredibili. "Tuitera" condannata per aver preso in giro la morte di Carrero Blanco. Che volò. E volò e volò, e ringrazino gli spagnoli se volò: come sarebbe stata la "transizione" se non avesse volato? Che democrazia avrebbero?

Si chiama "regicidio", e in certi casi, come quello, è legittimo e giusto.

"Creo, sinceramente, que es un error enfocar la defensa de esta tuitera con el argumento de que su actuación era inocente porque "solo era humor". ¿Y si no lo fuera… qué? ¿Acaso no es legítimo alegrarse de la muerte de Carrero Blanco?"

No es solo Carrero Franco, di Carlos Hernández, 30 marzo 2017, El Diario.


giovedì 30 marzo 2017

Il plagio, ai tempi del frullatore

(Pensierino su due storie che riguardano politici-accademici e plagio, in questi giorni)

Non distinguere tra "plagio-criminale" e "plagio-negligenza" (*), insomma non graduare le responsabilità, come sempre si dovrebbe, è parte del sistema in vigore che porta alla "scomparsa del plagio" (qui descritto nella sua incarnazione bolognese).

Il plagio "scompare" per il fallimento dell'istituzione, che non lo giudica mai (e quando lo fa, invoca strumentalmente la legge sulla privacy per non render noto il giudizio), per cui nulla viene mai determinato, e quindi graduato per livelli diversi di responsabilità.

Segue che chiunque sia accusato può arrampicarsi sugli specchi - al riguardo esiste una casistica interessante e persino divertente, da Stefano Zamagni a Francesco Boccia - mimizzando le proprie (eventuali, come sempre) responsabilità, del resto così oscillanti, in un mondo dove esse non vengono mai chiarite. E segue il moralismo che fa di ogni erba un fascio. Ma siccome ogni erba non è un fascio, il "frullatore", anche lui mentendo, e rendendo il plagio indistinto e generalizzato, lo condanna all'irrilevanza.

Il fallimento istituzionale e il moralismo si riflettono l'uno nell'altro; criminali e moralisti sono funzionali gli uni con gli altri.

Che interessante, il plagio.

(*) Sul plagio che è "negligenza". Si inizia con le "ricerche" copia-e-incolla alle scuole medie, si dirà, senza che il rigore venga insegnato. Ma noi professori universitari non possiamo certo prendercela con i docenti che ci hanno preceduto nel ciclo degli studi, perché anche noi, dimostratamente, non facciamo la nostra parte per insegnare a scrivere, e a citare. E del resto, noi plagiamo all'incirca impuniti. Ma nel nostro mestiere, il rigore è indispensabile.

domenica 26 marzo 2017

I'm waiting



I'm waiting for a rebirth of wonder

Grazie a Lucia Simonato, che non vedo da tanto e da troppo, per avermi ricordato questa poesia, e che ancora stiamo aspettando.

Buon 98esimo compleanno, Lawrence Ferlinghetti.


I Am Waiting

I am waiting for my case to come up
and I am waiting
for a rebirth of wonder
and I am waiting for someone
to really discover America
and wail
and I am waiting
for the discovery
of a new symbolic western frontier
and I am waiting
for the American Eagle
to really spread its wings
and straighten up and fly right
and I am waiting
for the Age of Anxiety
to drop dead
and I am waiting
for the war to be fought
which will make the world safe
for anarchy
and I am waiting
for the final withering away
of all governments
and I am perpetually awaiting
a rebirth of wonder

I am waiting for the Second Coming
and I am waiting
for a religious revival
to sweep thru the state of Arizona
and I am waiting
for the Grapes of Wrath to be stored
and I am waiting
for them to prove
that God is really American
and I am waiting
to see God on television
piped onto church altars
if only they can find
the right channel
to tune in on
and I am waiting
for the Last Supper to be served again
with a strange new appetizer
and I am perpetually awaiting
a rebirth of wonder

I am waiting for my number to be called
and I am waiting
for the Salvation Army to take over
and I am waiting
for the meek to be blessed
and inherit the earth
without taxes
and I am waiting
for forests and animals
to reclaim the earth as theirs
and I am waiting
for a way to be devised
to destroy all nationalisms
without killing anybody
and I am waiting
for linnets and planets to fall like rain
and I am waiting for lovers and weepers
to lie down together again
in a new rebirth of wonder

I am waiting for the Great Divide to be crossed
and I am anxiously waiting
for the secret of eternal life to be discovered
by an obscure general practitioner
and I am waiting
for the storms of life
to be over
and I am waiting
to set sail for happiness
and I am waiting
for a reconstructed Mayflower
to reach America
with its picture story and tv rights
sold in advance to the natives
and I am waiting
for the lost music to sound again
in the Lost Continent
in a new rebirth of wonder

I am waiting for the day
that maketh all things clear
and I am awaiting retribution
for what America did
to Tom Sawyer
and I am waiting
for Alice in Wonderland
to retransmit to me
her total dream of innocence
and I am waiting
for Childe Roland to come
to the final darkest tower
and I am waiting
for Aphrodite
to grow live arms
at a final disarmament conference
in a new rebirth of wonder

I am waiting
to get some intimations
of immortality
by recollecting my early childhood
and I am waiting
for the green mornings to come again
youth’s dumb green fields come back again
and I am waiting
for some strains of unpremeditated art
to shake my typewriter
and I am waiting to write
the great indelible poem
and I am waiting
for the last long careless rapture
and I am perpetually waiting
for the fleeing lovers on the Grecian Urn
to catch each other up at last
and embrace
and I am awaiting
perpetually and forever
a renaissance of wonder


Lawrence Ferlinghetti, “I Am Waiting” from A Coney Island of the Mind.