sabato 29 luglio 2017

domenica 16 luglio 2017

Mérida, 9 dicembre 2003



Domani e dopodomani sarò a Tor Vergata ad insegnare al Master Anticorruzione. Sto sistemando la presentazione e farò cenno alla United Nations Convention against Corruption, che fu firmata a Mérida, Yucatan, il 9 dicembre 2003.

Mi è venuto in mente che c'ero - sono un Forrest Gump distratto - impegnato in un evento parallelo alla cerimonia della firma. La foto in alto la feci all'aeroporto. Appresero che il 9 dicembre è il mio compleanno e mi cantarono la mañanita. Non sapevo cosa fosse e ricordo che ero imbarazzato.

Con quel viaggio evitai una riunione di lavoro in Italia alla quale in nessun modo volevo partecipare. Anzi, partiamo dal fondo. C'era una riunione, e per non presenziare, decisi di andare alla firma di un trattato multilaterale delle Nazioni Unite. In Yucatán, Messico. Già che ero lì andai anche al mare, e scoprii Holbox, dove da allora vorrei tornare. E' stato così: per evitare una riunione potrei inventarmi qualsiasi cosa. Quando comanderò io le riunioni per farle durare poco si faranno in piedi. In spiaggia, a Holbox, e coi piedi a mollo.











venerdì 14 luglio 2017

Arte concettuale non premeditata



Qui sopra, uno scorcio del circuito di Formula 1 del Principato di Monaco, che ho fotografato ieri pomeriggio.

La Dacia Rossa (no aria condizionata, no servosterzo, si GPL) vi è arrivata per caso, ma il suo gesto ha rappresentato un caso esemplare di arte concettuale, dove alla concettualizzazione artistica contribuisce non soltanto lo stridore estetico delle Rolls Royce e delle Ferrari di sfondo, ma anche la non premeditazione, che ha ammantato la performance di una spessa glassa di sprezzatura - concetto le cui implicazioni artistiche dovremo sviluppare.

Ieri in 24 ore (sveglia alle 3 e mezzo, ritorno idem) sono andato a Nizza e ritorno per motivi non che sto a raccontare.

La mattina, bagno a Noli.



Essendo tutti i miei ricordi georiferiti, segnalo che molto tempo fa in questa spiaggia ci dormii, e solo tre estati fa, nella strada sovrastante feci l'autostop di notte per arrivare da Ventimiglia a Savona. Eccome se ci arrivai, alla stazione di Savona, progettata niente meno che da Pier Luigi Nervi.



A Nizza, come in un sogno, mi è riapparso il Venturi, questa volta nella traduzione francese. E' un libro di cui ho appreso l'esistenza solo un mese orsono, e da allora mi segue. Che i libri siano vivi non ci sono dubbi; il dubbio, semmai, riguarda noi.



Al ritorno sono ripassato da Noli. Mi son buttato in spiaggia cercando di dormire un po', senza riuscirvi.

Su quel che è avvenuto dopo ho ricordi un po' confusi. Ho sbagliato autostrada, dirigendomi verso Torino e anzi quasi arrivandovi. Ho cercato di rimediare parzialmente tagliando per Asti, ma poteva essere anche Esti o Astri. Mi sono fermato diverse volte in autogrill. In uno mi han detto che una lampadina non funzionava e mi han chiesto se volevo cambiarla, sono quindici euro, e ho risposto al benzinaio del GPL (si GPL, ho detto) che no, per via che preferivo procedere in incognito ma il benzinaio non ha capito, e allora gli ho ripeto "no però vorrei una coca-cola", ma non l'ho presa lì perché ormai il rapporto si era incrinato. L'ho comprata due autogrill dopo dove della lampadina non si era accorto nessuno. In un altro autogrill ho detto ad Ale "dormo dieci minuti" e mi sono svegliato con la sveglia del cellulare, perché "avevi detto che volevi dormire dieci minuti così ho messo la sveglia". Quello è stato il momento più difficile, ed è l'ultimo ricordo di ieri notte che scrivo qui, anche se è monco perché non so georiferirlo come dovrei. Forse eravamo già a Piacenza, oppure si è trattato di un sogno interrotto dalla suoneria.




domenica 9 luglio 2017

The Whole Picture


Essendo molto preoccupato per il giornalismo, mesi fa ho versato 50 euro a "The Guardian". L'ho sempre stimato, e non soltanto perché una volta mi mise in prima pagina, ma anche per quello. E' il giornale del caso Snowden, ha una struttura proprietaria interessante, e i contenuti sono disponibili gratuitamente.

Ieri c'è stata una notizia di cronaca bolognese sul merito della quale non mi pronuncio, se non per dire che è un esempio di pessimo giornalismo. Commenti sdegnati su Facebook. Poi le settimane scorse c'è stata la vicenda del piccolo Charlie. Commenti su scala globale.

La vicenda bolognese mi ha fatto tornare in mente una vecchia pubblicità del Guardian, quella in alto. E' come se il giornale avesse raccontato solo le prime immagini di quel video, lasciando il lettore nell'ignoranza sul seguito. E così ho scoperto una pubblicità più recente ed eccellente: "i tre maialini".

C'è una morale? Col caldo che fa, facciamo che no. Ah si, c'è. Ci vuole cautela. Ma un po' d'intuito serve: per esempio, non ci voleva molto per anticipare che sulla storia di Charlie si sarebbe buttata sopra, come avvoltoio, la feccia delle politica a livello mondiale. Alla fine, basta trattenersi e aspettare il giorno dopo, prima di far commenti.

E così, prometto che tra 24 ore rileggerò quanto ho scritto, e vedremo se sarò ancora d'accordo con me stesso.

venerdì 7 luglio 2017

WWW.Ulivo.it



Non seguo molto la politica italiana. Mi pare di avere inteso che Prodi abbia piantato una tenda, ma non ho capito dove.

Comunque l'Ulivo esiste ancora, come ho appena verificato. Si dirà, ma è soltanto il dominio Internet, è virtuale. Ma oggi il virtuale è quanto di più reale ci sia nel commercio politico. In ogni caso, non seguo molto e vedete voi che farne.



Weekly Review

Lo stile è questo:

"a Florida man impersonating a police officer was arrested for pulling over a police officer; the residents of a town in Kentucky reportedly elected a pit bull as their mayor; a Maryland man arrested for robbing a convenience store was released from jail and then arrested again for attempting to rob the same store;"

Poi procede, con disperazione crescente, sino a diventare una specie di "urlo" di Munch:

"and a Washington, D.C. man who formerly sold vodka and ran a teen beauty pageant before being elected president of the United States did not respond publicly to reports that he hung a fake Time magazine cover featuring a portrait of himself in at least four of his golf courses, tweeted that a talk-show host who called his hands small was “bleeding badly from a face-lift” and that another host was a “psycho,” banned the press from attending a fundraiser he threw for himself at his own hotel, threatened during the fundraiser to sue CNN, promised during another speech not to call CNN “fake news” provided they continue to film him, tweeted incorrectly that CNN’s ratings were down, and then tweeted a video of himself at WrestleMania XXIII body slamming, mounting, and punching another man, whose face in the footage had been overlaid with the logo for CNN..."

Weekly Review del 6 luglio 2017, Harper's Magazine

lunedì 3 luglio 2017

Salari efficienti


"Ice from three of the UK's biggest coffee chains has been found to contain bacteria from faeces, according to a BBC investigation." BBC, 28 giugno 2017.

Per scarsa igiene.

Lavorai in un fast-food "Wendy's" che si trovava all'incrocio tra Shaftesbury Avenue e Oxford Street, a Londra. Le condizioni di lavoro erano pessime. Ai piani superiori si trovavano gli uffici di Wendy's per tutto il Regno Unito, e nel ristorante c'era sempre una concentrazione di manager, nervosissimi e frustrati, che rendevano a tutti la vita difficile. Ne ricordo ancora uno, probabilmente un bravo ragazzo in fondo, o anche un serial killer in potenza, o a cavallo della sottile linea tra i due.

Così, come reazione, molti di noi semplicemente lavoravano male. Per esempio maneggiavano il cibo con le mani insaponate e in un certo senso si vendicavano sui clienti. Ricordo che pensai che era sbagliato, e dopo un paio di settimane me ne andai. Terminai due mesi a Londra, tra l'esame di maturità e l'inizio dell'università, mangiando pane e formaggio, e l'occasionale lattina Campbell che riscaldavo in un kettle al quale avevo smontato il manico per farla entrare. Abbruttirsi è bello.

Ieri sera ho terminato di leggere Inequality di Anthony Atkinson, che è morto recentemente. E' un libro interessante, anzi, un punto di riferimento nel dibattito sulla disuguaglianza. Si parla anche di mercato del lavoro, e dell'idea che tendiamo (almeno in parte) a lavorare in funzione di quel che ci pagano. Sono temi complessi, e pensarci sopra aiuta, ma non è che poi si trovano verità scolpite nel marmo. Ah, si dice anche che il CNEL dovremmo tenercelo, ma questo è un altro discorso.

domenica 2 luglio 2017

Primo luglio 2017



Il primo luglio 2017 sarà il giorno in cui camminai 48 chilometri. Un po' in città, e il resto in montagna, a disegnare uno strano mostro che sembra addentare le selve.

Perché l'ho fatto? Non mi è del tutto chiaro.

Questo il percorso, nel giorno della mia vita in cui più ho camminato. E in cui più mi son elevato con le mie gambe: 2510 m. Quasi ho visto Dio; la Madonna, ben due volte.

domenica 25 giugno 2017

L'università e la lezione di James Scott


"Si parla solo di moduli, orari, questionari, affidamenti, contratti, requisiti minimi, crediti, ecc., in un gergo che maneggiano pochi e i più ignorano, assistendo inerti o confusi alla sfilza di sigle e procedure in cui solo ormai consistono le riunioni degli organi collegiali.".

Università, perché mi sono arreso. Di Vittorio Coletti.

Il Professore Coletti ha qualche ragione, ma dimostra di ignorare la lezione di James Scott. Nel sud-est asiatico, e altrove, da sempre i contadini si sono difesi dai tentativi di modernizzazione sottraendovisi: andando in montagna. E rifiutando il linguaggio coloniale: io per esempio continuo a non avere un'idea di come funzionino i "punti organico", e non so distinguere uno "scorrimento" ex. Articolo Diciotto da un Ventiquattro.

Poi, dalla montagna, ogni tanto si realizzano incursioni, nottetempo e scegliendosi le armi più convenienti. All'interno dell'ampia produzione regolamentare delle nostre università, qualcosa di buono e di contundente si trova sempre.

Mondializzazioni


Avevo piantato le tenda dentro una cabaña nei pressi di Tulum, perché mi sembrava una soluzione più comoda dell'amaca. Tra i massi dietro la spiaggia c'erano delle iguane grandi come dei maialini, il cesso aveva delle specie di porta da saloon per cui si cagava comunitariamente, e tutta la popolazione internazianale che bivaccava in quella specie di camping era da massimo rispetto. Lì trascorsi il Natale del '93, proveniente dal Chiapas, che solo una settimana dopo avrebbe appreso, insieme al mondo, dell'esistenza del Subcomandante Marcos.

Sotto la tettoia del bar, che era sostenuta da colonne dipinte coi colori della bandiera giamaicana, passavo lunghe ore leggendo e bevendo birra con sottofondo di reggae. A un certo punto mi parve di riconoscere la musica e che qualcosa non quadrasse. Era 'Na bruta banda dei Pitura Freska. Chiesi al banco, e mi risposero che degli italiani avevano lasciato la "cassetta".

Attorno a Tulum ora ci sono solo albergoni e quel luogo da fricchettoni sarà stato spazzato via. E negli albergoni sicuramente nessuno lascia più musiche sorprendenti, se pur di reggae di andata e ritorno, come era il reggae lagunare dei Pitura Freska.

E' la modernità che distrugge se stessa, e a se stessa sostituisce una sua nuova versione. Ho terminato "All that is solid melts into air", di Marshall Berman, e ve lo consiglio. Da leggere con birra in un qualche luogo freak, e se non c'è più, lo rifaranno, anche se diverso da prima.




mercoledì 21 giugno 2017

Magliari 2.0.

Sottotitolo: da Olivetti, a Farinetti.

La ricercatrice accusa Farinetti: «Suoi dipendenti sottopagati», Lui: «La querelo». Corriere.it.

Farinetti: "lei sarà querelatissima", laddove, "querela is the new lei non sa chi sono io".

Solidarietà a Marta Fana.



lunedì 12 giugno 2017

La Web TV di "Mass Media e Politica"

Gli studenti del corso di laurea in "Mass media e politica" (Università di Bologna), dove insegno il corso in Economia dei media, realizzano diverse attività lodevoli. Una di queste è una Web TV.

Non solo mi hanno offerto un enorme aperitivo, ma anche, mi hanno intervistato: qui.

domenica 11 giugno 2017

Lo Zen e l'arte dell'anticorruzione



E' la mia "dacia", il Rifugio di Porta Franca, dove ormai ho un letto fisso. Prospicente vi è un ampio giardino, di svariate migliaia di ettari di bosco. E' anche ufficio per incontri di lavoro: ieri ho accolto Alberto Vannucci alla stazione di Pracchia, perché dovevamo discutere il libro che scriveremo insieme. Il titolo c'è già: "Lo Zen e l'arte dell'anticorruzione". La mia dacia è comoda ai trasporti: dalla stazione di Pracchia, ci sono soltanto mille metri di dislivello, e appena dieci chilometri a piedi.



Il rifugio ha un'aia con qualche sdraio, per i momenti di riposo e riflessione.



C'è una volpe quasi addomesticata, che ci si divide con il Rifugio del Montanaro, non distante. Le piace la pasta e la polenta. Le piace qualsiasi cosa. Le piacque anche il cordino della mia tenda, che mi tranciò di netto, la stronza.



Dopo cena con Alberto abbiamo scalato il poggio sovrastante il rifugio. E' stato un momento di intenso bromance sul quale conviene che non mi dilunghi.



C'era la consapevolezza della solennità del momento: l'inizio di un'impresa, che dico, di un libro! Così ci siamo profusi in gesti simbolici e beneauguranti. Qui, stamattina, dopo la colazione e prima di partire.



Il crinalino sopra il rifugio.



Scendendo dalla "Donna morta", la vista del Corno. E' stata una bella giornata.



Superato Monteacuto, siamo arrivati alla Madonna del Faggio. Ci siamo spinti sino al luogo dell'apparizione della Madonna, perché sentivamo che la nostra impresa necessitava anche di una benedizione mainstream.



Per produrre un libro ci vogliono gli "input intrermedi". Abbiamo iniziato a contattare i fornitori.



Soprattutto, per lo Zen, ci vuole il karma e la meditazione. Questo è Alberto.



E questo sono io.

Una camminata e niente di più (qui il percorso), con arrivo a Porretta Terme. Ci siamo chiariti le idee, e abbiamo preso decisioni riguardo alla struttura del libro. Avrà tre sezioni - la corruzione, l'anticorruzione, lo Zen.

E poi abbiamo deciso di scrivere le nostre intenzioni in pubblico, qui, perché non ci venga l'idea di cambiare idea. Perché sui libri c'è una certezza: scriverli richiede sempre più fatica, e tempo, di quel che metti in preventivo all'inizio. Ma noi non ci preoccupiamo, per via dello Zen, che se capisco bene, in fondo in fondo significa: pensa ad altro e non preoccuparti.

venerdì 9 giugno 2017

Pratello 50



Al 50 presi in affitto un monolocale ad un prezzo di gran favore. Lo tenni per cinque anni, ma vi abitai però saltuariamente, perché allora per lo più vivevo in California a San Diego. Il portone era sempre aperto e non c'erano i campanelli. Le istruzioni che davo a chi mi visitava per la prima volta erano:

- Entra e percorri il corridoio, sino a un cortiletto
- Supera il cortiletto. In un ulteriore corridoio, a sinistra c'è una scala. Sali sino a una porta inferriata.
- Una volta lì, urla: "Lucio!"

Vivevano, nei tre corpi di edifici, una pazza che parlava col cane e coltivava maria, alcuni tossici (e altro) a tempo parziale (l'altra parzialità, in carcere), e io, in tutta la mia normalità borghese.

Ora ci sono i campanelli, e sul portone di fianco hanno dipinto il viso di una ragazza. Bello, no? La foto è di Claudio Caprara, che non conosceva questa storia, e che da me ha sempre tanto da imparare. Tanto quanto? Dipende dall'entità del cammino: per lui, ho storie dai cento metri in su.

PS. Ah, Claudio: era il portone del 50 che dovevi fotografare, non del 52!

giovedì 8 giugno 2017

Come stiamo col Gini

Quando un prof non sa, o peggio si sbaglia, te lo ricordi a lungo e con un sottile piacere, perché è una specie di rivalsa. Così per esempio, la mia prof di fisica mi chiese quando il pendolo ha massima velocità e accelerazione del pendolo, io risposi bene, e lei si incaponì affermando l'esatto contrario (!): l'incidente divenne un evento, di quelli che si raccontano e si raccontano. Poche settimane orsono, alla "cena del liceo", ne abbiamo parlato per l'ennesima volta, a distanza di decenni.

Anticipai il corso di statistica al primo anno dell'università, perché appartenenvo alla bizzarra intersezione tra gli scapestrati borderline, e l'insieme degli studenti estremamente motivati. Si parlava di indice di Gini e chiesi al prof come stessimo a disuguaglianza dei redditi in Italia. Non seppe rispondermi. Nulla di grave, ma mi ricordo bene.

Ho deciso di capire meglio la letteratura sulla disuguaglianza economica. Qualche estate fa lessi "il Picketty", e a parte quella lettura ho un'idea generale dell'argomento. Ma vorrei approfondire i temi di state capture - nella misura in cui sono collegati alla disuguaglianza, e come si intersecano con l'economia dei media. E poi a fianco, mi interessa la relazione tra disuguaglianza e corruzione.

Alla fine, nella vita cambiamo ben poco, nel senso che certe direttive sono come scolpite. Allora, chiedendo come stessimo col Gini, mostravo il mio interesse per la disuguaglianza. E so perfettamente che, prima o poi, approfondirò le mie conoscenze di fisica del pendolo.